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Può capitare di avere un sugo di carne troppo lento, per renderlo più denso e scorrevole vi si può unire un cucchiaino di farina impastata con un pezzetto di burro oppure vi si aggiungono uno o due cucchiaini di amido di mais o maizena sciolta in un po’ d’acqua fredda.
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Credo che ormai nel corredo da cucina di una donna, in particolar modo se lavora anche fuori casa, debba esserci la pentola a pressione, oltre a padelle, pentole e casseruole. Questo perché con la pentola a pressione, addirittura si dimezzano i tempi di cottura. E in tempi in cui, di tempo ce n’è sempre poco è davvero un aiuto valido. Dovete sapere che io chiamo la pentola a pressione “Mariuccia”, la lavastoviglie “Caterina” e la planetaria “Giorgina”.
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Nelle buste dei piselli surgelati, trovate scritto di usare il prodotto come se fosse fresco, io uso un altro metodo e ho dei piselli più dolci, saporiti e morbidi. Anche perché se utilizzate i piselli, come se fossero freschi, in preparazioni con la passata di pomodoro inevitabilmente diventeranno più duri.
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Che bontà le preparazioni flambé! Ma come fare per non rischiare di fare andare a fuoco la cucina?
Cospargete con cognac o altro liquore un cibo nella padella calda e date fuoco inclinando la padella verso il fuoco, per fare consumare l’alcool e aromatizzare la vivanda (mai mettere il viso al di sopra della padella).
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Per ottenere un buon brodo si parte con acqua fredda, cioè si mette la carne in pentola insieme a sedano, carote, una cipolla steccata con chiodi di garofano, 1 foglia di alloro e sale, così facendo la carne viene sfruttata bene, perché rilascerà al brodo tutte le proteine e i principi nutritivi. La carne ovviamente sarà sfibrata e frullandola si potrà usare come ripieno di ravioli, per arricchire sughi o per passati.
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Per poter stendere facilmente la pasta frolla, è bene impastarla il giorno prima dell’utilizzo, avvolgerla in un foglio di pellicola o carta forno e lasciarla riposare in frigorifero. Quindi “snervarla” questo è il termine in pasticceria, che altro non è che impastarla un po’, spolverando il piano di lavoro con poca farina. A questo punto stenderla su un foglio di carta forno con l’aiuto del mattarello e posizionarla con la stessa carta nella tortiera.
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Per conservare più a lungo i formaggi a pasta dura si avvolgono in uno strofinaccio. Quelli più freschi si avvolgono in carta da frigo. Entrambi i tipi di formaggi si tengono in una scatola in frigorifero, ricordandosi però di toglierli dal frigo almeno un’ora prima di portarli in tavola, il sapore sarà come se li avessimo appena acquistati.
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Il melograno, dagli splendidi fiori scarlatti, produce un frutto buonissimo ma enigmatico, non si sa mai come cavare fuori tutti quei golosi chicchi traslucidi e di un colore accattivante. Tanti sono i modi di utilizzare i chicchi di questo scenografico frutto, anche perché dicono che porti tanta fortuna e al giorno d’oggi contrastare la cattiva sorte non è cosa da poco.
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Per utilizzare al meglio le croste di parmigiano, dopo aver raschiato via la parte esterna con la marchiatura, fermatevi in tempo quando lo grattugiate, per recuperare le croste. Ancora meglio tagliatele via prima ancora di grattugiare il formaggio. D’altronde con qualsiasi attrezzo grattugiate il parmigiano, le croste rimarranno sempre tritate male.
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